Perrini (CNI): “L’intelligenza artificiale è una risorsa: va gestita con competenza e non demonizzata”

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, rappresentato dal Presidente Angelo Domenico Perrini, ha partecipato all’International AI Day organizzato a Roma, nel Campidoglio. Il confronto sull’intelligenza artificiale è stato promosso dall’Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale (ENIA).

Il tema dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni è oggi al centro di un acceso dibattito, segnato da visioni distorte e spesso contrapposteha affermato Perrini -. Da un lato, c’è chi tende a sovrastimare le potenzialità dell’AI, dall’altro si osserva un atteggiamento di chiusura e diffidenza. Entrambe queste posizioni sono fuorvianti: l’intelligenza artificiale non è né una bacchetta magica né un nemico da evitare, ma uno strumento tecnologico potente, che richiede, come ogni software di supporto, conoscenza profonda, responsabilità ed alta specializzazione. L’AI riesce a funzionare al massimo delle sue potenzialità solo se ne fa un uso appropriato.  Essere presenti ai lavori della Giornata Internazionale dell’Intelligenza Artificiale per noi ingegneri, dunque, rappresenta l’impegno ad assumerci una responsabilità culturale, tecnica ed etica di fronte a una tecnologia che sta ridefinendo il senso stesso del fare, del progettare e del decidere”.

L’intelligenza artificiale non è una magia, non è un potere autonomo e infallibile, ma un assistente potente e sofisticato, che funziona solo se chi la utilizza ha piena padronanza tecnica di cosa sta facendo. I modelli di AI crescono insieme all’utente, non ne sostituiscono la creatività e la professionalità, ma riescono a migliorarne la precisione nei calcoli. Progettare con l’AI, programmare con l’AI nel mondo dell’ingegneria riesce solamente a coloro i quali posseggono un alto livello di competenze. Gli ingegneri, in questo senso, essendo figure tecniche altamente specializzate, e caratterizzate da una consolidata conoscenza scientifica di base hanno tutte le caratteristiche per governarla ed interpretarla: questa innovazione epocale, senza una gestione responsabile non produce niente di realmente innovativo. Per questo motivo oggi, in questa giornata simbolica, desidero, a nome del CNI e di tutta la categoria che rappresento, ribadire con forza un principio semplice ma decisivo: essere ingegneri altamente specializzati è la condizione necessaria che apre quelle possibilità di un uso sicuro, efficace e umano dell’intelligenza artificiale”.

Perrini ha poi proseguito così: “L’ingegnere davanti alle sfide a cui i chiamano innovazioni come l’Intelligenza Artificiale, è chiamato ad essere molto più di un progettista. È un custode del sapere tecnico, un garante della sicurezza dei processi di progettazione, un interprete critico delle innovazioni. In un tempo, come quello odierno, in cui le macchine apprendono velocemente, gli algoritmi prendono decisioni ed i processi si automatizzano, chi garantisce che quelle decisioni siano corrette, sicure, applicabili ed eque? La risposta è una sola: il professionista formato, competente e certificato. Per questo motivo, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri rilancia, oggi più che in passato, la sua proposta con determinazione: occorre rendere obbligatoria l’iscrizione all’Albo per tutti i laureati in ingegneria che operano nei campi dell’intelligenza artificiale, della sicurezza informatica e dell’automazione avanzata. Alla società odierna serve sapere a chi affidare progetti importanti, serve chiarezza normativa, responsabilità professionale, e soprattutto garanzia per la collettività”.

Perrini ha quindi concluso: “Come Consiglio Nazionale degli Ingegneri, vogliamo essere protagonisti attivi di questa nuova fase. Non semplici regolatori, ma promotori di una cultura professionale avanzata, capace di accompagnare la trasformazione tecnologica senza smarrire il senso del limite, della misura, del bene comune. Concludo con un appello: in questa Giornata Internazionale dell’Intelligenza Artificiale, ripensare la tecnologia significa ripensare anche il ruolo delle professioni tecniche. Il nostro compito non è solo progettare macchine, algoritmi e sistemi intelligenti. È garantire che tutto ciò sia fatto nel rispetto della sicurezza, della legalità, dell’etica e della dignità umana. L’intelligenza artificiale può e deve essere un’opportunità straordinaria. Ma solo se gestita da chi ha la competenza per farlo”.

Le dichiarazioni del Presidente Perrini hanno suscitato piena condivisione da parte di Gennaro Annunziata, coordinatore del C3I – Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione: “Desidero ringraziare il Presidente Perrini per l’intervento lucido e coraggioso. Le sue parole riaffermano un principio essenziale: l’intelligenza artificiale non può sostituirsi alla responsabilità, alla competenza e al giudizio critico dell’ingegnere. Senza una guida tecnica solida, l’innovazione rischia di diventare una promessa vuota o persino una minaccia“.

Annunziata ha richiamato l’impegno concreto del C3I per dare attuazione a questi principi: “Come Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione stiamo lavorando per trasformare queste affermazioni in azioni concrete: intendiamo promuovere percorsi di aggiornamento, sviluppare linee guida e buone pratiche per garantire un utilizzo sicuro, trasparente ed etico dell’intelligenza artificiale in tutti i settori strategici, dall’industria alla pubblica amministrazione“.

Annunziata ha ribadito lo spirito di servizio che anima gli ingegneri dell’informazione: “Raccogliendo l’appello del Presidente Perrini, voglio sottolineare che l’ingegnere dell’informazione non è solo uno sviluppatore di tecnologia ma è un garante di trasparenza, sicurezza e affidabilità. È questa la missione che come C3I portiamo avanti nella consapevolezza che il progresso tecnologico deve camminare di pari passo con la tutela dell’interesse pubblico e della dignità umana“.


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