Terremoti d’Italia: a Città della Scienza la mostra multimediale e interattiva per leggere e affrontare i fenomeni sismici (20 aprile/9 maggio)

E’ tornata in Campania la mostra itinerante e gratuita “Terremoti d’Italia”, promossa dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, in collaborazione con la Regione Campania: un percorso espositivo rivolto a cittadini e studenti per diffondere la comprensione del fenomeno sismico e i comportamenti utili per ridurne gli effetti. “Terremoti d’Italia” arriva a Napoli su iniziativa dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, di Fondazione Inarcassa e del Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.  La mostra è ospitata nel complesso di Città della Scienza (partner dell’iniziativa), in via Coroglio 57/104. L’inaugurazione si è svolta lunedì 20 aprile alle ore 10:00, alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Si tratta della seconda tappa in Campania: “Terremoti d’Italia” era già stata ad Avellino lo scorso autunno, in occasione del 45° anniversario del sisma del 23 novembre 1980, ad iniziativa del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e della Protezione civile della Regione Campania.
Agli Ingegneri che visiteranno la mostra verranno riconosciuti 2 CFP.

Che cosa si prova durante un forte terremoto? Come ci si protegge davvero nei primi secondi di una scossa? E quanto è vulnerabile il territorio in cui viviamo?
A queste domande – sempre più attuali, soprattutto in Campania – risponde “Terremoti d’Italia”, la mostra itinerante promossa dal Dipartimento della Protezione Civile, allestita a Napoli da lunedì 20 aprile a sabato 9 maggio 2026, nel complesso di Città della Scienza, a Coroglio. Una rassegna rivolta alla collettività, ma anche con momenti formativi specialistici per gli ingegneri iscritti all’Ordine.

COME E QUANDO VISITARE LA MOSTRA
La Mostra  “Terremoti d’Italia” è visitabile gratuitamente dal 20 aprile e fino a sabato 9 maggio negli spazi di Città della Scienza.

🔹ATTENZIONE – Per la settimana dal 4 al 9 maggio la mostra osserverà i seguenti nuovi orari di apertura:

🔹 dal lunedì al giovedì dalle ore 9:00 alle ore 12:30 (inteso come ultimo accesso alla mostra) e dalle ore 15:30 alle ore 18:30 (inteso come ultimo accesso alla mostra)

🔹 il sabato dalle ore 9:00 alle ore 12:30 (inteso come ultimo accesso alla mostra) e dalle ore 15:00 alle ore 16:00 (inteso come ultimo accesso alla mostra).

🔹 Per i cittadini non è necessaria la prenotazione: gli ingressi sono programmati ogni trenta minuti e la visita – esclusivamente guidata – dura circa un’ora.
🔹Le scuole, invece, possono accedere tutti i giorni, prenotandosi presso la Sala Operativa della Regione Campania al numero Verde 800.232525.

ESPERIENZA MULTISENSORIALE
Sempre in prima linea nella diffusione della cultura della prevenzione, la Protezione Civile propone così ai visitatori un’esperienza multisensoriale, pensata per avvicinare cittadini, studenti e istituzioni alla consapevolezza del rischio sismico, trasformando l’informazione in esperienza diretta.
La mostra ha fatto già tappa ad Avellino, nello scorso autunno, in occasione del 45esimo anniversario del sisma del 23 novembre 1980, che devastò ampie aree dell’Irpinia e della Basilicata.
La tappa partenopea dell’iniziativa è organizzata dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli (presieduto da Andrea Prota), dalla Fondazione Inarcassa (presieduta da Andrea de Maio) e dal Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (diretto da Emidio Nigro).

LA VISITA DI FICO E MANFREDI
Martedì 29 aprile hanno fatto visita alla mostra il Presidente della Regione Campania Roberto Fico, con l’Assessore alla Protezione Civile Fiorella Zabatta e il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Ecco il servizio realizzato dall’agenzia videogiornalistica SiComunicazione.

In quest’altro VIDEO (realizzato dallo staff di comunicazione del Sindaco Gaetano Manfredi, che si ringrazia) alcuni stralci delle parole che il primo cittadino ha voluto rivolgere ai numerosi studenti che affollano la mostra.

LA MOSTRA SUI MASS MEDIA
Sono stati realizzati servizi televisivi anche sulla cerimonia inaugurale che si è svolta lunedì 20 aprile.
Ecco quello realizzato per un pool di emittenti private dall’agenzia videogiornalistica SiComunicazione.

Ed ecco il servizio del TgR Campania (edizione ore 19:30 del 20 aprile), con dichiarazioni di Andrea Prota e Riccardo Villari, Presidente di Città della Scienza.

In questo video Andrea Prota, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, presenta i contenuti della mostra. Il video è stato realizzato dalla testata giornalistica VideoMetrò, che diffonde un Tg nelle stazioni della Linea 1 di Napoli.

I contenuti della mostra sono stati illustrati dal Vice Presidente dell’Ordine Stefano Iaquinta, affiancato da De Maio e Nigro, in un approfondimento video sulla WebTv del quotidiano Il Mattino.

Ed ecco il servizio sul Mattino cartaceo, realizzato a valle della registrazione in studio, pubblicato a pagina 26 del giornale in edicola il 25 aprile 2026.

La prima rassegna stampa sulla mostra, di sabato 18 aprile 2026, fornita da Città della Scienza (che si ringrazia) è consultabile e scaricabile QUI .
La rassegna stampa del 20 e 21 aprile 2026, fornita da Città della Scienza (che si ringrazia) è consultabile e scaricabile QUI

UN TERRITORIO FRAGILE
Il contesto della mostra è quello di un territorio particolarmente fragile: l’Italia è tra i Paesi europei a maggiore rischio sismico e la Provincia di Napoli – con l’area dei Campi Flegrei oggi al centro dell’attenzione per la recrudescenza della crisi bradisismica – rappresenta uno dei punti più sensibili.
Solo nel secolo scorso, in Italia, sono stati ben 60 i terremoti che hanno provocato danni gravi. 20 di questi hanno avuto effetti distruttivi tali da causare la morte di 120 mila persone, oltre che la devastazione di interi centri urbani e la paralisi delle attività produttive nelle aree colpite. Oggi sappiamo che quasi la metà del nostro Paese è soggetta a elevata pericolosità sismica e che in questa vasta porzione di territorio vive il 40 per cento della popolazione.
Tuttavia abbiamo imparato che dai terremoti possiamo difenderci: attraverso la conoscenza del fenomeno fisico, la memoria storica dei terremoti del passato, la consapevolezza dei comportamenti da adottare per ridurre il rischio e grazie al progresso della ricerca e della tecnologia, che rende disponibili soluzioni e materiali sempre più efficaci per ridurre la vulnerabilità delle costruzioni. Se ancora non siamo in grado di prevedere quando, dove e con quale intensità accadrà il prossimo terremoto, sappiamo con certezza che la gravità dei suoi effetti può dipendere anche dall’uomo.

CONOSCERE PER PREVENIRE
Terremoti d’Italia punta a stimolare i cittadini, in particolare i più giovani, a un ruolo attivo nel campo della prevenzione. Il percorso di visita della mostra, guidato dai volontari dell’associazione Lares Italia, si articola in più aree: si parte dalla conoscenza del fenomeno fisico e dagli strumenti utilizzati per misurarne la forza, per passare poi alla storia e alla pericolosità sismica del nostro Paese, per affrontare i temi della vulnerabilità delle città e delle costruzioni, degli accorgimenti per rendere più sicura la propria abitazione, dei comportamenti da adottare prima, durante e dopo situazioni di rischio, arrivando poi ai due spettacolari simulatori sismici, progettati per riprodurre il movimento sismico.

I SIMULATORI SISMICI
Il cuore della mostra è infatti rappresentato da due simulatori sismici – battezzati la “Stanza sismica” e la “Città sismica” – , progettati per riprodurre il movimento tellurico.
Nella “Stanza Sismica” (foto in basso) la Protezione Civile offre al pubblico la possibilità di “vivere” un terremoto in totale sicurezza. Un’esperienza realistica e coinvolgente che consente di comprendere concretamente che cosa accade durante una scossa.
In particolare ai visitatori sarà possibile testare e comparare gli effetti della scossa sismica sia del terremoto del 23 novembre 1980 (magnitudo 6.9) che quella del 13 marzo 2025 (magnitudo 4.6), nell’area dei Campi Flegrei, connessa al fenomeno bradisismico. Inoltre i visitatori possono comparare l’effetto di una scossa su un edificio non isolato sismicamente con quello, assai più lieve, che si percepisce su un edifico munito di isolatori sismici.
La “Città Sismica” (foto in basso) è invece un plastico su cui possono essere simulate scosse sismiche che consentono di verificare visivamente, su modelli in scala, come reagiscono edifici e strutture, sia relizzati con metodi tradizionali che dotati di moderni sistemi di protezione (contraddistinti visivamente da una striscia rossa), evidenziando così il ruolo fondamentale delle tecnologie antisismiche e il grande valore dei progressi raggiunti in questo campo grazie alla ricerca.

TESTIMONIANZE STORICHE

Accanto all’esperienza diretta, il percorso espositivo guida i visitatori in un viaggio che parte dalle origini della misurazione dei fenomeni sismici – come il sismoscopio cinese di Zhang Heng del 132 d.C., uno dei primi strumenti della storia capaci di rilevare i terremoti – fino ai moderni sistemi di monitoraggio. Un’evoluzione che attraversa i sismografi elettromeccanici del primo Novecento e arriva alle reti contemporanee di controllo del territorio, tra cui la Rete Accelerometrica Nazionale (RAN), di cui i visitatori potranno approfondire il funzionamento.
Il racconto si intreccia con i grandi terremoti che hanno segnato la storia italiana, attraverso immagini, documenti, sismogrammi e contenuti audiovisivi, offrendo al pubblico non solo memoria, ma anche strumenti e risposte alle domande che in tanti si pongono: che cosa fare durante un terremoto? Dove mettersi al riparo? Quali comportamenti possono davvero fare la differenza?

FORMAZIONE SPECIALISTICA
Nell’ambito della mostra “Terremoti d’Italia” sono stati programmati anche appuntamenti di formazione specialistica. Vediamo quali.
Mercoledì 6 e giovedì 7 maggio sono in agenda due appuntamenti formativi aperti ad ingegneri e architetti. I due convegni possono essere fruiti sia in presenza, che in Fad sincrona, con riconoscimento dei relativi Cfp. Saranno inoltre diffusi in diretta streaming.
🔹 Il primo appuntamento, in programma il 6 maggio (15:15–18:30), ha per tema “Gli interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati dei Campi Flegrei“.
Si tratta di un approfondimento dedicato agli interventi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici privati nei Campi Flegrei. Al centro del seminario il Piano Straordinario previsto dal Decreto Legge 140/2023, con approfondimenti sugli strumenti di analisi – come la scheda CARTIS-Edificio – e sulle possibili strategie di miglioramento sismico, anche alla luce degli studi di microzonazione sismica di livello 3.
🔹 Il secondo incontro, il 7 maggio (15:15–18:30), ha per tema ” Beni culturali ed eventi sismici: tutela, sicurezza, intervento“.
Il convegno affronta il tema della gestione del rischio sismico applicata al patrimonio culturale e archeologico. Il confronto si concentra sulle strategie di tutela e sicurezza, con particolare attenzione agli interventi nei contesti monumentali e alle esperienze maturate nei principali scenari post-sisma.
🔹La partecipazione in Fad sincrona è gratuita previa registrazione: l’iscrizione a uno dei due webinar consente l’accesso all’intero ciclo. Ogni incontro consente il riconoscimento di 3 CFP.
Per conoscere in dettaglio il programma e iscriversi ai webinar:
– Appuntamento del 6 maggio 👉 clicca QUI
– Appuntamento del 7 maggio 👉clicca QUI

E’ stato anche programmato un ciclo di cinque sessioni formative a cura del DIST, co-organizzatore dell’iniziativa (qui in basso la locandina).
Ciascuna sessione formativa consente il riconoscimento di 2 CFP.
È possibile registrarsi direttamente in sede, non occorre pre adesione.
Di seguito l’agenda degli incontri:

🔹Mercoledì 29 aprile 2026 – ore 14:30 / 16:30
Padiglione B – Città della Scienza, Via Coroglio 57/104 – Napoli

  • “Il monitoraggio strutturale”
  • “La dinamica del Rocking: tra instabilità e sopravvivenza”

🔹Lunedì 4 maggio 2026 – ore 14:30 / 16:30
Padiglione B – Città della Scienza, Via Coroglio 57/104 – Napoli

  • “Vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio italiano: statistiche sui dati, analisi dei danni e derivazione di curve di fragilità empirica”
  • “Nuove forme urbane post sisma. Metodologie e paradigmi”

🔹Martedì 5 maggio 2026 – ore 14:30 / 16:30
Padiglione B – Città della Scienza, Via Coroglio 57/104 – Napoli

  • “La protezione degli edifici e dei ponti con isolatori sismici: recenti sperimentazioni su tavola vibrante”
  • “Isolamento sismico a livello intermedio”

🔹Mercoledì 6 maggio 2026 – ore 14:30 / 16:30
Padiglione B – Città della Scienza, Via Coroglio 57/104 – Napoli

  • “Esoscheletri metallici per la protezione sismica degli edifici esistenti”
  • “I terremoti dei Campi Flegrei e le scuole”

🔹Giovedì 7 maggio 2026 – ore 14:30 / 16:30
Padiglione B – Città della Scienza, Via Coroglio 57/104 – Napoli

  • “Multirischio sisma-fuoco: strategie di protezione e resilienza”
  • “Dal dato al decision-making: valutazione della vulnerabilità sismica nei Campi Flegrei durante l’unrest vulcanico”

UNA RASSEGNA UTILE A TUTTI
“Terremoti d’Italia” si propone così come un’iniziativa che mette al centro il ruolo della Protezione Civile, non solo nella gestione dell’emergenza, ma soprattutto nella diffusione della cultura della prevenzione.
Semplicità di linguaggio, approccio multidisciplinare e metodo partecipativo sono le caratteristiche che rendono “Terremoti d’Italia” una mostra adatta a ogni tipo di pubblico. Perché ridurre il rischio sismico nel nostro Paese è un obiettivo che può essere raggiunto solo con la partecipazione e l’impegno di tutti e sapere come comportarsi può fare davvero la differenza.

PROTA: IL NOSTRO IMPEGNO SOCIALE
“L’Ordine degli Ingegneri di Napoli – sottolinea il Presidente Andrea Protaconsapevole del forte impatto sociale della nostra professione sulla vita di tutti, ha deciso così di organizzare anche nella nostra città una tappa della mostra itinerante promossa dal Dipartimento della Protezione Civile. Ci poniamo come soggetto attivo di divulgazione tecnica e scientifica, fornendo ai non addetti ai lavori e alle giovani generazioni informazioni utili per imparare a convivere con un territorio ricco di fascino, ma anche fragile, e per gestire il rischio sismico“.

LA CAMPAGNA “IO NON RISCHIO”
Parte integrante della mostra è la campagna di comunicazione “Io non rischio” del Dipartimento della Protezione Civile, attuata con  partner istituzionali e scientifici, dedicata alla diffusione delle buone pratiche di protezione civile.
Volontari locali incontreranno i visitatori lungo il percorso espositivo per parlare con loro dei rischi naturali ai quali è esposto il territorio dove vivono.

Giovanni CapozziUfficio Stampa Ordine Ingegneri Napoli
(articolo in aggiornamento)

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