No alle asseverazioni video per il Superbonus: la protesta degli ingegneri sul Corriere del Mezzogiorno

✔ NO ALLE ASSEVERAZIONI VIDEO PER IL SUPERBONUS – Il Corriere del Mezzogiorno di venerdì 23 settembre riprende e approfondisce la nota di protesta sottoscritta e diffusa dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli e dagli altri quattro Ordini professionali della Campania.
✔ Al seguente link il testo integrale della nota di protesta, pubblicato mercoledì 21 settembre sul portale #ordineingegnerinapolinews https://bit.ly/3BECDDY
✔ Di seguito il testo dell’articolo pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno.


I video per il “Superbonus”
fanno infuriare gli ingegneri
Dura nota di protesta degli Ordini della Campania:
Così si lede la nostra dignità

di Claudio Mazzone
Il Superbonus fa discutere e accende gli animi non solo della campagna elettorale, tra chi lo critica come catalizzatore di truffe e chi lo esalta come unica misura capace di salvare la nostra economia.
La Deloitte, una società garante che acquista il credito per le banche, ha deciso di chiedere, per la certificazione dei lavori effettuati con il Superbonus, un video dello stabile ristrutturato oltre all’asseverazione del professionista.
Questa novità ha scatenato la protesta degli ingegneri campani. L’ordine di Napoli, guidato dal presidente Edoardo Cosenza — che è anche assessore comunale — e gli altri quattro della Campania, con i rispettivi presidenti Giovanni Acerra (Avellino), Ivan Verlingieri (Benevento), Carlo Raucci (Caserta), Raffaele Taratera (Salerno), hanno infatti definito, in una nota stampa, l’iniziativa della Deloitte «lesiva della dignità dei professionisti e superflua, in quanto agli Ordini è già demandata dalla Costituzione la funzione di garante della legalità. La procedura richiesta da Deloitte — continua il comunicato — rischia di ingolfare e rallentare ulteriormente le pratiche per il riconoscimento del bonus, strumento indispensabile per ridare ossigeno a un settore trainante, specie nel Mezzogiorno, come l’edilizia, dopo ormai due anni di continui mutamenti della legge sul superbonus che sembrava essere il nuovo Piano Marshall anche per la comunità tecnica oltre che per la filiera delle costruzioni».
La protesta non si è esaurita nel confronto dialettico. «Abbiamo già chiesto un intervento — ha spiegato il vicepresidente dell’ordine di Napoli, Raffaele De Rosa — al Consiglio Nazionale degli Ingegneri e alla Rete delle Professioni Tecniche che si rivolgeranno direttamente al normatore il quale dovrà fare chiarezza su questa iniziativa presa da un istituto privato che è, di fatto, il braccio operativo dell’Associazione Bancaria Italiana».
Eppure la richiesta dei video ai professioni fatta della Deloitte nasce da una circolare dell’Agenzia dell’Entrate del giugno scorso con la quale si lascia ai cessionari il compito di valutare, su scelte arbitrarie, come verificare i lavori effettuati. L’istituto privato ha specificato che «i video sono volti a rafforzare i controlli antifrode al fine della più sicura verifica e più rapida monetizzazione degli incentivi», sottolineando che è un’iniziativa «a tutela della collettività».
Ma sulle truffe l’ingegnere De Rosa ha evidenziato come «sia stato creato uno storytelling negativo sul Superbonus completamente infondato. Le truffe sono incidenti per circa il 3%, una percentuale irrisoria che, addirittura, potremmo definire fisiologica all’interno di un sistema complesso come il nostro. Che il Superbonus è uno strumento che funziona lo dicono i dati – ha affermato -. Parliamo di 40 miliardi di euro di richieste di detrazioni fiscali, un intero comparto, con un indotto enorme fatto di fornitori, professionisti, imprenditori, che rischiava di morire e che ora, invece, è vivo. Per fortuna – ha concludo De Rosa – il Superbonus è stato prolungato fino al 2025 e noi speriamo che diventi strutturale perché se l’edilizia si ferma si ferma l’Italia e questa è una realtà».