Seveso, 50 anni dopo: a Napoli gli ingegneri promuovono il confronto sulla sicurezza industriale del futuro
Martedì 7 luglio l’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli ospita un workshop promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, a mezzo secolo di distanza dalla catastrofe di Seveso: istituzioni, mondo accademico e professionisti analizzeranno l’evoluzione della normativa e della prevenzione del rischio di incidente rilevante.
Cinquant’anni dopo il disastro dell’ICMESA di Seveso, che ha segnato una svolta nella gestione della sicurezza industriale in Europa, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli – presieduto da Andrea Prota – promuove il workshop “Dal disastro ICMESA (1976) alla Direttiva Seveso III: cinquant’anni di prevenzione del rischio di incidente rilevante in Campania”, in programma martedì 7 luglio 2026 all’Auditorium “La Porta del Parco” di Bagnoli.
L’iniziativa, organizzata dalla Commissione Prevenzione Incendi dell’Ordine (coordinata da Giuseppe Napolitano), riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle amministrazioni coinvolte nella gestione del rischio industriale per fare il punto sull’evoluzione della normativa, sulle esperienze maturate in Campania e sulle prospettive della prevenzione.
Dal disastro del 1976 è nato il percorso normativo che ha portato all’attuale Direttiva Seveso III, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 105 del 2015. Il workshop approfondirà i principali temi legati alla prevenzione degli incidenti rilevanti: sicurezza degli stabilimenti industriali, sistemi di gestione della sicurezza, prevenzione degli incendi, pianificazione delle emergenze e coordinamento tra istituzioni, autorità di controllo e gestori degli impianti.
PROTA: UNA SVOLTA DOLOROSA
“Cinquant’anni dopo Seveso non ricordiamo solo una tragedia ambientale e sociale – sottolinea Andrea Prota, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli – , ma richiamiamo l’attenzione su una svolta dolorosa, ma che ha profondamente cambiato il modo di affrontare il rischio industriale. Oggi la prevenzione richiede competenze, innovazione e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, professionisti e mondo della ricerca. Con questa iniziativa vogliamo offrire uno spazio di confronto qualificato su un tema strategico per la tutela delle persone, dell’ambiente e dello sviluppo dei territori”.
“La crescente complessità degli impianti industriali e dei processi produttivi rende indispensabile un costante aggiornamento delle competenze per prevenire disastri”, afferma Barbara Castaldo, Consigliere Segretario dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. “Occasioni di approfondimento come quella organizzata da noi – evidenzia Barbara Castaldo – rappresentano un investimento sulla qualità della professione e sulla capacità del sistema di garantire livelli sempre più elevati di sicurezza”.
“La Direttiva Seveso ha introdotto un modello di prevenzione che rappresenta oggi uno standard di riferimento a livello europeo”, ricorda Giuseppe Napolitano, Coordinatore della Commissione Prevenzione Incendi dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. “Il workshop – aggiunge Napolitano – offrirà una lettura tecnica dell’evoluzione normativa e un confronto sulle migliori pratiche sviluppate in Campania, valorizzando il contributo delle istituzioni, dei gestori degli stabilimenti e dei professionisti impegnati nella gestione del rischio”.
IL PROGRAMMA DEI LAVORI
Denso di relazioni e di interventi è il programma dei lavori (vedere qui in basso).
Parteciperanno rappresentanti della Prefettura di Napoli, della Regione Campania, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania, dell’Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 Centro, della Protezione Civile e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.
Del convegno hanno dato notizia IlMattino.it, a QUESTO LINK
e il quotidiano Roma, in edicola domenica 5 luglio, a pagina 9.

IL RUOLO DELL’ARPAC
Tra gli stakeholder del workshop c’è anche l’Agenzia ambientale-Arpac. “Il drammatico incidente di Seveso” – sottolinea il Direttore generale Arpac Stefano Sorvino – è ancora oggi un riferimento nel dibattito sull’ambiente e sulla sicurezza industriale. In Campania, dove vi è una notevole presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante, l’Agenzia ambientale-Arpac è già da anni attivamente impegnata nelle azioni di controllo e supporto alla pianificazione ed è pronta, per la parte di competenza, a intensificare la propria collaborazione in sinergia con gli altri enti ed autorità competenti“.
CHE COSA ACCADDE NEL 1976
Il disastro di Seveso è stato un grave incidente industriale avvenuto il 10 luglio 1976 nell’azienda svizzera ICMESA , che causò la fuoriuscita e la dispersione nell’atmosfera di una nube di diossina TCDD, una sostanza artificiale estremamente tossica. Il veleno investì una vasta area di terreni dei comuni limitrofi della bassa Brianza, particolarmente quello di Seveso,
Il disastro, che ebbe notevole risonanza pubblica e a livello europeo, portò alla creazione della direttiva 82/501/CEE, nota anche come “Direttiva Seveso”.
Si trattò del primo evento nel quale la diossina si era diffusa nell’atmosfera e aveva colpito la popolazione e l’ambiente circostante.
Secondo una classifica del 2010 del periodico Time, l’incidente è all’ottavo posto tra i peggiori disastri ambientali della storia. Il sito americano CBS, a inserito il disastro tra le 12 peggiori catastrofi umane ambientali di sempre.
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