69° Congresso Nazionale, Annunziata: Visioni per un’ingegneria protagonista del cambiamento

Il 69° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia, organizzato ad Ancona dal 13 al 16 ottobre 2025, ha messo ancora una volta in luce la capacità della categoria di immaginare e costruire il futuro: sicurezza delle infrastrutture, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, sostenibilità ambientale e prevenzione dei rischi naturali sono stati i punti nodali di un dibattito che guarda oltre il presente, verso una professione sempre più protagonista e artefice del cambiamento. Ad organizzare il Congresso, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (in sigla Cni) e gli Ordini provinciali degli Ingegneri di Ancona e di Macerata.

I lavori congressuali si sono aperti lunedì 13 ottobre al Teatro delle Muse di Ancona, dove Stefano Capannelli, presidente dell’Ordine del capoluogo marchigiano, ha fatto gli onori di casa e ha presentato i temi di approfondimento del Congresso.
Dopo di lui Maurizio Paulini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Macerata, si è soffermato sull’esperienza dei numerosi campionati sportivi organizzati in occasione dell’assise annuale degli ingegneri, nell’ambito delle attività ricreative. Campionati che peraltro hanno visto sul podio in numerose discipline gli ingegneri dell’Ordine di Napoli (leggere QUI ).
L’assise, dal titolo evocativo “Visioni”, ha richiamato centinaia di professionisti da tutto il Paese per discutere il futuro della categoria, le trasformazioni tecnologiche e normative e il ruolo strategico dell’ingegneria nella sicurezza, nello sviluppo sostenibile e nell’innovazione.

LA FORZA DI UNA CATEGORIA COESA
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato autorità locali e regionali, tra cui il sindaco Daniele Silvetti e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha ricordato il contributo decisivo dati degli ingegneri nella ricostruzione post-sisma e post-alluvione.
Il ministro del Lavoro Marina Calderone, intervenuta con un videomessaggio, ha sottolineato come l’ingegneria italiana sia chiamata a guidare la transizione tecnologica e generazionale, estendendo il proprio ruolo dalla costruzione fisica delle infrastrutture all’innovazione digitale e alla sicurezza dei dati.

ANNUNZIATA: AL SERVIZIO DEL PAESE
In questo contesto, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Gennaro Annunziata, sottolinea l’importanza del congresso come occasione di confronto e programmazione: “Visioni è stato il tema del nostro congresso, e sono convinto che la nostra categoria voglia e sappia elaborare visioni e metterle in atto per il futuro della nostra professione e del nostro Paese. Mai come in questo periodo la tecnologia, che rappresenta il nostro teatro di azione, sta vivendo una fase di innovazione tumultuosa, capace di trasformare non solo gli scenari economici, ma anche quelli geopolitici e sociali. In questo contesto, gli ingegneri saranno sempre più protagonisti. Molte sono le incognite che ci attendono, ma altrettante le opportunità che si profilano all’orizzonte. Il contesto è complesso e sfidante, anche per le scelte non più rinviabili imposte dalla sostenibilità ambientale e dalla transizione energetica. Questo 69° Congresso ha rappresentato un’occasione preziosa per fare il punto della situazione e tracciare la rotta verso il futuro dell’ingegneria.”

PERRINI E IL FUTURO DELLA PROFESSIONE
Il fulcro dei lavori è stato rappresentato dalla relazione del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Angelo Domenico Perrini (il testo integrale è consultabile e scaricabile QUI ), che ha richiamato la sicurezza come elemento centrale della professione: sicurezza delle infrastrutture, del territorio e dell’esercizio tecnico-scientifico.
Particolare attenzione è stata dedicata al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni, accolto con favore dal CNI per il riordino delle competenze, la definizione chiara delle attività riservate e l’introduzione dell’equo compenso, con parametri ministeriali calibrati sulle specificità della categoria.
Perrini ha inoltre evidenziato l’importanza di un accesso più coerente e rapido alla professione, attraverso le lauree abilitanti e i tirocini formativi, strumenti destinati a garantire ai giovani ingegneri un ingresso più efficace nel mondo del lavoro e a valorizzare le competenze acquisite durante il percorso accademico.

ORDINI E STATO: UN NUOVO EQUILIBRIO
Durante la sua relazione, Perrini ha ribadito la specificità degli Ordini professionali, sottolineando la necessità di mantenere la vigilanza al Ministero della Giustizia. Ciò consente agli Ordini di operare in autonomia, garantendo la qualità del servizio alla collettività e preservando il ruolo giurisdizionale del CNI.
Una riforma dell’ordinamento, secondo Perrini “rappresenta un’opportunità storica per eliminare frammentazioni normative e dare finalmente un quadro unitario e coerente agli ordinamenti professionali”, anticipando che è in programma una giornata di mobilitazione nazionale a Roma, prevista per i primi giorni di dicembre, finalizzata a discutere la legge delega con gli Ordini territoriali.
In apertura dei lavori è stato diffuso un documento a cura del Centro Studi CNI su alcuni dati di sistema relativi alla categoria degli ingegneri. Il documento è consultabile e scaricabile QUI  .

INFRASTRUTTURE, RISCHIO SISMICO E AMBIENTE
Il modulo “Ecosistema sostenibile e sicuro” ha visto gli interventi dei commissari straordinari Guido Castelli e Fabrizio Curcio. Castelli ha illustrato i risultati della ricostruzione post-sisma del 2016-2017, definendola “un laboratorio di ingegneria pubblica innovativa”, mentre Curcio ha sottolineato l’importanza della prevenzione del rischio idrogeologico, attraverso analisi tecniche e studi di territorio.
Il tema della transizione energetica è stato approfondito da Michele Mazzaro, Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco Puglia, che ha richiamato l’attenzione sui rischi legati agli impianti fotovoltaici e ai materiali da costruzione, evidenziando come i concetti di “green” e “safe” debbano procedere insieme, senza compromessi sulla sicurezza degli edifici.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: UNA SFIDA
I lavori del congresso hanno approfondito le opportunità e i rischi legati all’Intelligenza Artificiale e al correttivo del Codice dei contratti pubblici. Esperti come Emanuele Frontoni, Nicola Fiore ed Elio Masciovecchio hanno evidenziato come, anche nell’era digitale, il professionista debba rimanere il garante della responsabilità, della sicurezza e della qualità delle opere.
Va ricordato che di recente il C3i ha diffuso un vademecum per i professionisti tecnici, volto  ad orientare gli ingegneri nell’assolvere agli adempimenti previsti dalla recentissima legge 132/2025. Tale normativa ha chiarito che l’intelligenza artificiale (IA) può essere usata dal professionista solo come supporto, il giudizio tecnico e la responsabilità professionale restano saldamente nelle mani dell’ingegnere, che deve informare il cliente del suo utilizzo.
Il documento del C3i è consultabile e scaricabile QUI ,
Sul fronte normativo, il principio del risultato e la semplificazione delle procedure sono stati al centro del dibattito, con l’obiettivo di valorizzare il progetto e la figura del professionista tecnico, garantendo efficienza, trasparenza e tutela dei lavoratori.

VERSO TRIESTE 2026
L’assise nazionale si è conclusa con il workshop “Visioni per l’Ordine professionale di domani”, la presentazione del Documento Programmatico 2025 e l’annuncio del 70° Congresso, che si terrà a Trieste nel 2026.
Nelle parole di chiusura, Perrini ha sottolineato l’importanza di prepararsi alle sfide future: “L’ingegneria – ha ribadito – è chiamata a essere sempre più protagonista della sicurezza, dell’innovazione e della sostenibilità del Paese”.
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